Che cosa si intende per odontoiatria digitale
Negli ultimi anni l’odontoiatria ha integrato strumenti digitali in tre passaggi del percorso clinico: la raccolta delle immagini diagnostiche, la rilevazione delle impronte e la progettazione dei dispositivi. Le tecniche riunite sotto l’etichetta di Odontoiatria Moderna rientrano in questo ambito e riguardano sia la fase diagnostica sia la realizzazione di protesi e apparecchi.
La diagnostica per immagini
La radiologia odontoiatrica comprende la radiografia endorale, che riprende pochi denti alla volta, l’ortopantomografia, che restituisce un’immagine bidimensionale di entrambe le arcate, e la tomografia computerizzata a fascio conico, nota come cone beam, che fornisce una ricostruzione tridimensionale dei volumi ossei. I sensori digitali hanno sostituito in molte strutture le pellicole: l’immagine è disponibile subito e la dose somministrata al paziente risulta più bassa rispetto alla radiologia analogica, che richiedeva inoltre lo smaltimento dei liquidi di sviluppo.
Ogni esame radiologico resta soggetto al principio di giustificazione previsto dal D.lgs. 101/2020: si esegue quando il medico o l’odontoiatra lo ritiene necessario per la diagnosi o per la pianificazione di un trattamento, non come controllo di routine a scadenza fissa.
Impronte e progettazione dei dispositivi
Lo scanner intraorale rileva la forma delle arcate con una telecamera, senza i materiali da impronta tradizionali. Il file ottenuto viene usato per progettare al computer corone, faccette, placche o allineatori, che vengono poi fresati o stampati. Il flusso digitale riduce i passaggi manuali fra studio e laboratorio odontotecnico.
Ortodonzia e tecniche mininvasive
Gli allineatori trasparenti sono dispositivi rimovibili prodotti su una sequenza di modelli digitali; il loro impiego dipende dal tipo di malocclusione e richiede che il paziente li indossi per il numero di ore indicato dal clinico. Il laser trova applicazione in alcune procedure sui tessuti molli e in interventi conservativi selezionati, con un ricorso all’anestetico che in questi casi può essere ridotto.
La scelta fra le diverse tecniche resta una decisione clinica: dipende dalla condizione di partenza, dallo stato dei tessuti e dall’obiettivo terapeutico, e viene definita nel corso di una visita.
